The Sound Of: Blade Runner 2049 - Audiophonic Magazine

Premetto che questo articolo non contiene spoiler, quindi leggilo anche se non hai ancora visto il film (ti direi mai una bugia?).

Sequel del capolavoro di Ridley Scott del 1982 con le celebri sequenze musicali di Vangelis, Blade Runner 2049 è basato sui personaggi del romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi.
Dopo 35 anni è ovviamente impossibile trovare dei punti in comune tra le sonorità; nonostante l’intento di ricreare la magia delle atmosfere cyberpunk del primo film, il lavoro di sonorizzazione è ancora più complicato per il fatto di mantenere una certa originalità e modernità.

Vangelis utilizzò un Yamaha CS-80 per ottenere il tipico synth sound analogico del primo film; un hardware storico, molto versatile e capace di far sperimentare parecchio. I primi anni 80 erano il periodo perfetto per nuove sonorità elettroniche e Vangelis era certamente un esponente di questa modernità.
Il suo lavoro nel primo Blade Runner è reso più interessante dal fatto che sound design e musica si uniscono, l’una si fonde nell’altro, dando un’esperienza unica ai quei tempi. Il processo di sonorizzazione è stato compiuto in simbiosi tra  composizione ed effetti, creando una sorta di organic sounds che ancora oggi sono decisamente moderni (ci sono varie patch di organic sounds nei maggiori synth hardware e software attuali).

Per questo sequel Hans Zimmer e Johann Johansson hanno composto la colonna sonora, mentre Michael Mangini ha supervisionato il sound design.
Dopo l’esperienza di Sicario e Arrival probabilmente si nota una certa continuità sonora con quelle produzioni, ma se questo può essere vero per la musica, discorso diverso riguarda gli effetti sonori.

Il sound design è infatti particolarmente degno di nota, con una libreria composta da circa 25000 elementi: voci sott’acqua, veicoli, droni motorizzati, armi da fuoco, pioggia.
Tutto è stato registrato rigorosamente dal vivo, e spesso con espedienti ad hoc.
La produzione ad esempio ha creato un sistema di protezione dei microfoni per poter registrare la pioggia direttamente nel mezzo delle intemperie.
Le armi poi sono state particolarmente complicate, per via del sound caratteristico già nel primo film; per i colpi di arma da fuoco si è utilizzato un mix di spari veri e cassa elettronica “pitchata” a dovere.

La cura con cui è stato concepito il lavoro di sound design è poi ben rappresentato dai rumori dei veicoli, che sono stati resi più realistici dando un senso di problema meccanico, utilizzando catene poste nel baule di una vera auto, cercando di creare una sensazione di instabilità costante, evitando i veicoli perfetti a cui siamo abituati nei film futuristici.

Come promesso, nessuno spoiler è stato mostrato; il modo migliore per apprezzare il lato sonoro del film è direttamente al cinema.

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