Il paradosso dei Grammy Awards - Audiophonic Magazine

Come i riconoscimenti a volte non riconoscano il talento

Il sogno di ogni produttore, artista, musicista è quello di poter partecipare ai Grammy Awards e magari vincere qualcosa.
E’ legittimo, data l’importanza mediatica e la concorrenza (quasi) mondiale.
Un pò come accade con gli Oscar del cinema.


Presentati dalla National Academy of Recording Arts and Sciences (detta anche Recording Academy), una associazione di artisti e tecnici statunitensi coinvolti nell’industria musicale, prevede ben 105 diverse categorie di premi, suddivise rispetto a 30 generi musicali.
E non mancano polemiche.
Eh si perché ci sono artisti, a volte interi generi musicali, completamente snobbati. Che ciò derivi dal retaggio conservatore tipico delle associazioni di categoria (non solo statunitensi, beninteso) è da dimostrarsi ma è senza dubbio una fonte di critiche.

Se da un lato abbiamo Georg Solti, che nella sua lunga ed esaltante carriera da direttore d’orchestra ha vinto 33 Grammys (record) ed è stato candidato per ulteriori 74, dall’altro abbiamo le zero statuette per un gruppo come i Queen, autore di 18 album e 18 singoli che arrivarono alla prima posizione nelle rispettive classifiche, oltre a 150 milioni di dischi venduti (il solo Greatest Hits ha venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo, risultando l’album più acquistato in assoluto in Gran Bretagna, preceduto solo da un certo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles).

Tuttora è in atto una battaglia che dura dagli anni 60 per integrare il genere funk tra le categorie musicali giudicabili (ora è incluso nel rhythm and blues ma di fatto viene completamente oscurato da esso); questo può bastare per spegnere gli entusiasmi dei Punk rockers (sempre che gliene freghi qualcosa dei premi…).


Parliamo del genere più ascoltato negli Stati Uniti?
Decisamente ridimensionato.
Artisti che hanno fatto la storia dell’Hip Hop come Run D.M.C.  o Snoop Dogg non sono mai stati considerati e per quanto riguarda le principali categorie (Album, Artista e Canzone dell’anno) solo Lauryn Hill, OutKast, Macklemore e Arrested Development hanno tenuto la statuetta.

Osserviamo poi un minuto di silenzio per gli Oasis, nominati 3 volte ma mai nel novero dei vincitori.

Certamente è impossibile dare la giusta considerazione a tutta la musica mondiale che si esprime in un anno solare, a maggior ragione ora che le possibilità di distribuzione sono esponenzialmente aumentate con il digitale, ma è altrettanto curioso notare come una leggenda come Elvis, al quale appartiene il primato del maggior numero di incisioni (certificate dalla RIAA), con 262 titoli in totale e ben 148 dischi d’oro, 82 dischi di platino e 32 dischi multi-platino, abbia solo 3 Grammys.


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