Musica e Sound Design nei videogiochi - Audiophonic Magazine

Dai pionieri degli anni 70 ad oggi.

L’industria dei videogiochi è ormai vicina a quella cinematografica, con attori veri digitalizzati, doppiatori e un lavoro di sound design e colonna sonora praticamente identico a quello che si farebbe per un film.
In FIFA 18, celebre simulazione calcistica della EA Sports, un certo Cristiano Ronaldo è stato monitorato come un attore di Avatar per dare maggior realismo al suo alter ego su Playstation 4 (approfondisci qui), mentre l’attore Kiefer Sutherland ha dato motion capture e voce per Snake in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain.
Sono passati secoli dal primo “Bip” emesso da una console (Pong del 1972) e dal primo videogioco con sonoro: Gunfight (Taito, 1975):


Atari e Nintendo hanno dato vil via al boom dei videogiochi negli anni 80 iniziando un percorso di sviluppo e interazione con l’utente sempre più complesso, passando da Super Mario e The Legend of Zelda del 1985 al debutto di Final Fantasy nel 1987, dal fenomeno portatile Gameboy del 1989 a Resident Evil del 1996 per la prima Playstation.

Dai suoni meccanici dei flipper (si usavano i solenoidi) si è passati ai chip degli anni 70, che sostituivano gli impulsi elettrici del codice di un computer in onde sonore.


La prima colonna sonora ufficiale di un videogioco è quella di Space Invaders del 1978 (Taito), che però è solo un loop di 4 note discendenti che man mano aumenta di velocità e per questo alcuni considerano quella di Rally-X della Namco (1980) come degna del primato, perché più complessa armonicamente.
Nei primi anni 80 si è passati alle schede audio digitali, che permettevano di comporre musica oggi riconosciuta come chiptune, con protagonista il Commodore 64, il personal computer più venduto al mondo (12,5 milioni di esemplari certificati, ma stime arrivano a 30 milioni).

Negli anni 90 arriva il midi, che ha poi generato una sottocultura di composizioni musicali nota come “Black Midi” e che ho analizzato in questo articolo, il primo videogioco con telecronaca (Joe Montana Sports Talk Football del 1991), mentre del 1992 è il primo esperimento con veri attori, nel gioco Night Trap. La novità era rappresentata da un vero e proprio film interattivo, dove l’utente poteva intervenire sugli eventi narrati.
Curiosità: l’attrice principale è Dana Plato, la Kimberly del telefilm “Arnold”.

Degne di nota sono le colonne sonore di Final Fantasy, soprattutto quella del settimo capitolo del 1994, perché hanno sempre ricevuto gli elogi della critica, generando una quantità enorme di compilations in CD.
Del 1998 è invece una delle mie colonne sonore preferite, quella di NBA 1998. Composta da Traz Damji, è un mix di tracce funk dal retrogusto hip hop, suonate e prodotte magistralmente.


Il millennio si chiude con Tony Hawk Pro Skater che da il via alla licensing music, cioè brani da classifica inseriti in licenza nel gioco.
Dall’avvento della Playstation 3 nel 2006 si sono poi sviluppati giochi in cui è possibile personalizzare la propria playlist musicale direttamente in-game, utilizzando mp3 caricati esternamente.

Oggi l’audio non è più un problema di potenza hardware e le case produttrici investono molto per ottenere un risultato cinematografico, sia per composizioni inedite che per sound design sempre più realistico. Audiophonic, oltre alla libreria consultabile dove sono presenti molti brani già utilizzati per videogiochi, realizza la colonna sonora su misura. Scrivici per saperne di più.


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