Miglioriamo l'ascolto - Audiophonic Magazine

Aiutiamo le nostre orecchie.

Sono passati “secoli” dal primo player audio portatile: il Sony Walkman.
Era il 1979 (il primo modello fu venduto in Giappone) e il fatto di poter ascoltare le cassette spostandosi su mezzi pubblici, camminando o correndo fu una rivoluzione, tecnologica ma anche personale.
Cambiava decisamente l’esperienza di ascolto.

Nel 1985 il fatto di sentire il rumore del treno mentre si ascoltava l’ultimo singolo di Michael Jackson non era assolutamente un problema, tuttalpiù si alzava il volume.
Non si considerava il fatto che questo comportamento avrebbe generato molti problemi di udito alle nuove generazioni (l’acufene di solito compare in tarda età ma negli ultimi anni sta emergendo molto prima).

Oggi si è più attenti a noi stessi e la sfida tecnologica tiene in considerazione anche questo aspetto.

Il nostro apparato uditivo non dorme mai. Anche quando siamo immersi in un sonno profondo il nostro cervello recepisce le informazioni che arrivano dalle orecchie. Se dormiamo sommersi dal rumore non ci svegliamo riposati, proprio perché il nostro cervello continua a lavorare quasi come durante lo stato di veglia.
L’addormentarsi con la tv accesa è un’abitudine dispendiosa per il nostro organismo. E’ un problema da non sottovalutare.

Oggi si può ricorrere ad un’applicazione (corredata da earbuds) per filtrare i rumori esterni.
Here One è stata sviluppata dai Dobbler Labs di Noah Kraft e permette l’acquisizione il sonoro dall’esterno e permette di eliminarlo o modificarlo per non influenzare l’ascolto. 
Ognuno di noi recepisce alcune frequenze meglio di altre; è possibile lavorare su quelle fastidiose attenuandole e incentivare quelle che udiamo meglio, creando un profilo personale.

In più è possibile ricevere il segnale audio esterno solo da una direzione, in base alla posizione del nostro interlocutore, eliminando il resto. Significa che possiamo alzare (o diminuire) il volume del nostro interlocutore, concentrandoci su quello che realmente ci interessa.

Un lavoro in meno per il nostro apparato uditivo e un passo importante verso la consapevolezza che un ascolto migliore migliora la qualità della vita.

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