Le origini del Beatbox - Audiophonic Magazine

Che cos’è il beatbox? Un video vale più di mille parole, quindi l’esempio pratico che offre Tom Thum, artista Hip-Hop,  in un suo recente Ted Talk è perfetto:

Nei primi anni 80, insieme all’utilizzo delle prime drum machines in circolazione (come la Roland 808), si diffuse la pratica di riprodurre cassa, rullante e hi-hats (o “charleston”) della batteria con la bocca; Doug E. Fresh fu uno dei principali esponenti, se non forse il primo ad essere definito “Beatboxer” o “Human Beatbox”.

C’è da notare che tecniche simili si trovano fin dai primi del ‘900 nel blues e nel ragtime, dove si “cantavano” spesso linee di percussioni, contrabbasso o tromba. Nella tradizione africana si utilizzano molto le tecniche del clapping e stomping; i più contemporanei Bobby McFerrin e Al Jarreau sono famosi per il loro utilizzo della voce prettamente come strumento  melodico e ritmico:

E’ però con lo sviluppo della cultura hip-hop che nasce quello che definiamo beatbox, tanto da essere il considerato il suo quinto “elemento” dopo il writing, l’mc’ing, il djing e la breaking. Dopo un boom commerciale durato fino a metà anni 90 è ora meno popolare, anche perché ormai non più associato a brani di classifica, ma non per questo meno praticato. Esistono campionati nazionali in quasi tutta europa e Asia, oltre ovviamente a Stati Uniti e Canada, e dal 2005 si disputano campionati mondiali ogni 3 anni.

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