Il ritorno della (Musi)Cassetta - Audiophonic Magazine

Tra nostalgia e amore per il vintage, ma in realtà c’è sempre stata

Dagli anni 60, con la nascita della produzione di massa di quei materiali noti come supporti fonografici, si è passati attraverso vari cambiamenti, come il boom del vinile nel 1978 e quello dei CD di fine anni 90 (con il record di vendite assoluto raggiunto nel 2000).
La diffusione del digitale a partire dal 2002 è di fatto l’ultima rivoluzione nell’ambito dei supporti audio, ma è ancora lontanissima dai numeri delle precedenti.
C’è un dato che però non è noto e riguarda il supporto più longevo: le musicassette.

La loro produzione industriale, iniziata nel 1967, non è mai cessata e continua anche oggi, sebbene i numeri non siano ovviamente gli stessi degli anni 80, periodo di maggior diffusione. Da metà anni 70 fino ai primi anni 90 la distribuzione dei grandi e piccoli artisti nel mondo era infatti basata esclusivamente su vinile e cassette, con un maggior incremento di queste ultime fino all’introduzione dei CD che di fatto divennero l’unico elemento di duplicazione fino a qualche anno fa.

Vendite supporti fonografici - USA 1973 - 2009Immagine da http://www.soundesign.info/2015/09/21/revival-compact-cassette-factory/


La musicassetta è un supporto fonografico a nastro magnetico. È composta da due bobine che avvolgono il nastro magnetico utilizzato per registrare o riprodurre materiale sonoro. Fu immessa sul mercato nel 1963 dalla Philips con nome brevettato Compact Cassette e si diffuse ben presto grazie alla sua maneggevolezza e ai lettori sempre più integrati nella vita quotidiana, come le autoradio e i Walkman.

Ricordo che la prima volta che ascoltai i Matia Bazar fu durante un viaggio (1980 o 1981) sulla Alfa Romeo Giulia di mio padre, equipaggiata con un lettore Stereo-8.
Roba da medioevo.
Ma un bel medioevo.

Le cassette offrivano inoltre la possibilità di registrare e creare le proprie “compilation”, in tempi in cui la pirateria non era nemmeno considerata (questione di numeri ovviamente, e di qualità in registrazione scadente, ma oggi è un punto su cui riflettere).
La qualità del nastro magnetico si è evoluta nel corso degli anni per soddisfare le più svariate esigenze: al nastro “normale” fu affiancato il nastro al cromo, dalle performance migliori, al quale in seguito si aggiunsero quello al ferrocromo e il nastro metal, particolarmente apprezzato.

Benché siano ormai materiale da collezione per nostalgici e amanti del lo-fi, la produzione non è mai cessata del tutto. Oggi le trovate a pochi euro su Amazon.
E non è difficile trovare l’hardware adatto per la loro registrazione, duplicazione e ascolto.

Certamente questo non è mai stato un problema per le uniche due aziende al mondo che ancora oggi producono cassette: la National Audio Company a Springfield, nel Missouri, e la Tape It Easy di Tribiano, vicino a Milano.

La loro storia è caratterizzata dal perseguimento del sogno, l’esempio perfetto del marketing di “nicchia”. La NAC infatti ha deciso di continuare la produzione anche quando tutte le altre aziende chiudevano, in pieno boom da cd negli anni 90, rilevando le loro attrezzature e migliorando, ove possibile, la lavorazione dei materiali, ed oggi i numeri danno ragione alla perseveranza del proprietario, Steve Stepp: nel 2014 hanno prodotto più di 10 milioni di unità, mai così tante da quando hanno iniziato nel lontano 1970.
E l’incremento è di un costante 20% annuo, un pò per un aumento dei collezionisti e nostalgici, un pò come la ripresa di produzione del vinile a partire dal 2005 e alcune iniziative di noti artisti e case discografiche, come la distribuzione di Purple Rain di Prince e The Slim Shady di Eminem, o il demo del 1982 che i Metallica hanno messo in circolazione solo su cassetta nel 2009.

Metallica - No life till leather cover - demo tape - Audiophonic MagazineImmagine da http://www.soundesign.info/2015/09/21/revival-compact-cassette-factory/


Se ti sta salendo la voglia di vintage (o vuoi preparare una cassettina piena zeppa di romanticismo alla tua dolce metà, come in uso negli anni 80/90), oggi trovi nuovi lettori, più pratici e di design, come quello della Elbow:

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