Come eliminare il riverbero - pre e post - Audiophonic Magazine

Un problema frequente delle riprese esterne

Il riverbero è una componente fondamentale dell’audio, trattato sia in produzioni musicali che registrazioni video (trovi maggiori dettagli nell’articolo Io rifletto che trovi su Medium).
La sua presenza è importante per determinare una maggior spazialità e autenticità del suono, ma fondamentale è il “dosaggio”.
Se normalmente, in sala di incisione, si utilizzano riverberi artificiali in post produzione per poter ottenere il risultato desiderato, diverso è il caso delle registrazioni in esterna o in luoghi non trattati acusticamente, dove la presenza di riverbero naturale è già ad una certa soglia di percezione.

Immagina di dover registrare all’interno di una chiesa, con il riverbero naturale decisamente accentuato tipico degli edifici con altezze elevate e spazi ampi in cui il suono può rimbalzare più volte, oppure in un ufficio dove l’arredamento è spoglio e ci sono pochi oggetti che interrompono il propagarsi delle onde sonore.
In questi e altri casi ci sono degli accorgimenti da prendere durante la registrazione, come ad esempio un posizionamento dei microfoni molto vicino alla fonte per evitare di assorbire troppe riflessioni circostanti o l’uso di pannelli mobili da posizionare dietro la fonte (ove possibile).
In molte situazioni però non si ha la possibilità o il tempo per gestire tutto questo, altre volte non ci si rende conto della portata del riverbero se non a registrazione effettuata.

Se il riverbero è troppo evidente si deve ricorrere all’intervento in post registrazione, con software tipo “deVerb” come SPL De-Verb, o Acon Deverberate, che con complessi algoritmi riescono ad individuare ed isolare il solo riverbero e attenuarlo, anche se l’operazione dà i risultati sperati solo in casi di leggero riverbero, poiché il più delle volte danneggia la qualità dell’audio.
Nei casi più complicati si può ricorrere ad un insieme di interventi, aggiungendo anche un gate (come il FabFilter Pro-G) che agisce sulla coda del riverbero accorciando il suono, oppure utilizzando software specializzati come Izotope RX, che permettono un discreto intervento senza rovinare la traccia audio.


La cosa da tenere a mente però è che il riverbero, una volta inciso, non è mai completamente cancellabile.
Se ad esempio si registra un’intervista in una stanza e il microfono è sufficientemente lontano dall’interlocutore da permettere la ripresa anche delle riflessioni del suono nella stanza, la traccia è ormai compromessa.
Solo se il riverbero è leggermente udibile si possono ottenere miglioramenti, se invece hai registrato all’interno dei tunnel delle Highlands, un deposito di combustibile durante la seconda guerra mondiale e ora il luogo dove si è ottenuto il record come riverbero più lungo (112 secondi), mettiti l’animo in pace.

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