Come guadagna un artista nell'era digitale - Audiophonic Magazine

Le nuove piattaforme

Nel 2006, ai tempi del boom di MySpace, si ottenevano buoni compensi dalle proprie creazioni esibite online. Ottenere visualizzazioni su You Tube, ad esempio, era veramente remunerativo, probabilmente perchè poche persone utilizzavano queste piattaforme.
Nel 2009, ai tempi dell’esplosione di Facebook, YouTube ridimensionava decisamente le cifre permettendo di guadagnare 20 euro ogni 1000 visualizzazioni.

Oggi, otto anni dopo, le cifre sono ulteriormente al ribasso: circa 5 euro per 1000 visualizzazioni.
Somma ridicola per chi qualche anno prima puntava a YouTube come importante voce nella tabella Guadagni.

Benchè oggi nuove piattaforme si siano sviluppate, come Spotify, i guadagni sono troppo bassi per la diffusione e l’importanza del mezzo.
La televisione, pur essendo in notevole calo come importanza e utilizzo, soprattutto tra i più giovani, è ancora la fonte principale di “guadagni multimediali” (non parliamo quindi dei concerti) con un rapporto ricavi/visibilità sempre costante.

Paradossalmente, abbassandosi la soglia delle assegnazioni di riconoscimenti quali disco d’oro e di platino (nel 1995 il disco d’oro era certificato con 50000 copie e il platino con 100000, oggi rispettivamente con 25000 e 50000), il numero di utilizzatori per lo streaming e il digitale è incredibilmente elevato per generare una soglia di guadagno decente.
E’ vero che sono stati fatti passi in avanti dall’epoca di MySpace, in cui lo streaming non era nemmeno conteggiato dalla SIAE, ma oggi è cambiato totalmente il processo di diffusione.

Pensa ad un pubblico di 20000 persone. Un palazzetto gremito.
Sarebbe un gran bel risultato per qualsiasi musicista.
Ma uno streaming di 20000 ascolti o 20000 visualizzazioni su YouTube non permettono di guadagnare nemmeno 50 euro.
Il costo di un biglietto per un concerto di un artista di fama nazionale può anche costare di più.

In che mondo questo si può considerare una cosa normale?
Da quando 20000 ascolti o visualizzazioni rendono una cifra pari a zero?

Fino a 15 anni fa resisteva il modello nato con la rivoluzione industriale, ossia esisteva un creativo, una produzione che rendeva possibile la creazione ed una distribuzione che metteva il prodotto a disposizione del pubblico. Ora il creativo può occuparsi tranquillamente di tutte le fasi ed arrivare direttamente al pubblico. Questo ha completamente stravolto il modo di concepire la produttività, sia delle grandi aziende che del piccolo artista. Per questo motivo si stanno sviluppando sistemi di crowdfunding come Kickstarter, Patreon, Musicraiser, Indiegogo, che permettono all’utente finale, colui a cui è rivolto il prodotto, di pagare in base ai propri gusti e ricevere direttamente feedback dall’artista, a volte con contenuti speciali creati appositamente.
Molti prodotti vengono sempre più diffusi sotto la forma della licenza, ossia pago poco ma in modo costante nel tempo, per fidelizzare il pubblico.

Ci sono molti lati positivi in questo cambiamento, come il fatto di essere veramente apprezzati per quello che si propone, permettendo al pubblico di decretare il successo o meno di una creazione artistica senza imposizioni, e permettere agli artisti di vivere delle proprie creazioni senza dover sottostare a dettami prestabiliti. D’altro canto è un sistema completamente sulle spalle dell’artista che ha bisogno di recitare diversi ruoli oltre a quello principale.

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