Il Team Fraunhofer del 1987 che sviluppò il codec mp3 - Audiophonic Magazine

Dall’mp3 all’AAC, passando per i codec lossless

Tom’s Diner di Susanne Vega è stato il primo file mp3 ad essere elaborato, o meglio, è servito come standard per la codifica del sistema di compressione ideato dal Fraunhofer Institute nel lontano 1987 e perfezionato nel 1997.
La rivoluzione è stata quella di mantenere un’ottima qualità audio diminuendo notevolmente il peso del file, eliminando le cosiddette informazioni superflue permettendo a chiunque di rendere portatili migliaia di file.


Ecco cosa è stato eliminato dall’audio non compresso di Susanne Vega:

Nel corso degli anni il sistema di codifica e compressione è stato perfezionato, rendendo un mp3 a 320kbit pressoché identico (come qualità) allo stesso file non compresso. Ma già dal 2012 in Europa (e da quest’anno anche negli USA) il codec non è più fornito in licenza poiché il Fraunhofer Institute (titolare del brevetto) ha destinato le proprie ricerche ad altri formati più performanti, quali l’MPEG-H.
Questo non significa la fine dell’utilizzo dell’mp3, che sarà ancora in voga per molto, ma di certo la fine di un periodo storico che ha portato la condivisione dei file audio compressi al suo apice.
Tutto lo streaming che oggi è scontato esiste grazie a questo tipo di file.

Le notizie che circolano riguardo alla “morte” del l’mp3 sono ovviamente fake news, dato che solo gli utenti potranno stabilire la fine definitiva del formato (come è successo per le cassette audio o le vhs, ad esempio). In realtà la novità è che l’utilizzo del formato mp3 non è più vincolato alla licenza di Fraunhofer.
Nel 2007 è accaduto lo stesso al brevetto delle GIF, le immagini digitali, che non a caso sono diventate un fenomeno globale ormai diffusissimo sui social.
C’è da aspettarsi quindi una quantità industriale di siti che permetteranno di creare file mp3 con vari bit-rate?
Probabile.

C’è da dire che oltre all’mp3 sono sempre stati presenti altri codec, come l’AAC che oltre allo streaming radio (Spotify) è il formato audio standard per YouTube, Apple, Nintendo, PlayStation, Nokia e Android.
L’ AC-3 è certamente meno noto ma è l’algoritmo di compressione del Dolby Digital. Ben più famoso il Windows Media Audio (WMA), tecnologia di compressione dei dati audio sviluppata da Microsoft. Vi ricordate il Real Player? Si basava su Real Audio. L’ultima versione, RealAudio 10.5, è stata distribuita nel corso del 2006.

Ma in realtà l’obiettivo stesso dell’mp3 sta scomparendo. Benché le esigenze di spazio siano sempre importanti, la velocità di connessione e i nuovi sistemi di archiviazione (HD e SSD) permettono la condivisione di file di grandi dimensioni, senza la perdita di informazioni proprie dei codec elencati in precedenza.
Lo sviluppo di piattaforme di streaming come TIDAL è l’inizio di un ritorno alla maggior qualità e definizione? Di certo da qualche anno si assiste alla diffusione dei cosiddetti formati “Lossless”, ossia senza perdita di dati.
Già Apple nel lontano 2003 distribuiva l’Apple Lossless Encoder (conosciuto anche come Apple Lossless, ALE o ALAC) è un codec audio sviluppato da Apple allo scopo di ottenere una compressione lossless (cioè senza perdita di informazioni).

Oggi il FLAC (Free Lossless Audio Codec) è un codec audio che non non rimuove informazioni dal flusso audio (ed è il formato utilizzato da TIDAL).
Certamente le esigenze di compressione non sono più all’ordine del giorno, molto probabilmente ci sarà una ricerca più mirata alla codifica dell’analogico in digitale, per permettere una migliore acquisizione dell’audio e conseguente mantenimento garantendo una seppur minima compressione in termini di peso.

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