L'arte del Sound Design - Audiophonic Magazine

Come manipolare la nostra percezione sonora.

Siamo seduti su una comoda poltrona di un cinema (probabilmente un multisala).
Stiamo guardando con attenzione un thriller vincitore di svariati premi Oscar e siamo letteralmente avvolti dal film, siamo in mezzo ai dialoghi, siamo al centro delle scene d’azione, sentiamo il respiro durante le sequenze in primo piano.
Per un attimo, tutto questo è reale.
Invece stiamo assistendo ad una serie di menzogne che il nostro cervello si beve con ingenuità.

Il sound design è la pratica di generare, acquisire e manipolare il suono. Ricopre un’importanza fondamentale nella comunicazione visiva ed è fondamentale nel condizionare lo stato d’animo dello spettatore.
Non ci credi?
Ascolta questi secondi di pioggia.

In realtà è del bacon che sta friggendo in padella.

Accennando alla pioggia ho condizionato il tuo ascolto, così come il fatto di vedere una scena di pioggia in un film ci condiziona definitivamente nella percezione dell’acqua, quando in realtà è qualcosa di completamente diverso.
Certo il suono è simile ed il nostro cervello, che è pigro all’ennesima potenza, fa delle semplici associazioni per risparmiare energie.
Ma perchè ricorrere a questi suoni “falsi”? Non sarebbe più semplice registrare la pioggia dal vivo?
Il suono non sarebbe così definito, probabilmente verrebbe ripreso in esterna e sentiremmo il vento, o le gocce sui microfoni o sulle coperture dei microfoni. Insomma, tecnicamente è più semplice registrare in una cucina con tanto silenzio e miglior definizione per i microfoni.

L’abilità del sound designer è quella di creare dei suoni perfettamente credibili e reali quando non è possibile ottenerli direttamente in ripresa; durante la lavorazione di un film si mantengono solamente i dialoghi, il resto dell’audio viene sostituito per renderlo più definito e “presente” per il pubblico.
Questo infatti permette di aggiungere in post-produzione effetti quali il riverbero, per rendere più credibile il suono in un determinato contesto (ne ho parlato più in dettaglio in “Io rifletto” su It’s Only Music).

Faccio un esempio.
Uno sparo registrato ha una durata molto breve: con l’aggiunta successiva di riverbero possiamo collocarlo in un bagno, una chiesa, un canyon, una strada trafficata.

Negli Stati Uniti esiste una vera e propria scuola nata negli anni 20 con le prime narrazioni radiofoniche, che si basa sulla registrazione dal vivo degli effetti sonori.
E’ nota come The Art of Foley, dall’ideatore di questa tecnica: Jack Foley.

Ci sono altri fattori “emozionali” che possono essere manipolati con il sound design.

Cos’è che ci trasmette tranquillità e pace? Il canto degli uccellini? Certo, perchè il nostro cervello è inconsciamente abituato a queste sonorità che ci hanno accompagnato per migliaia di anni e anche se non siamo fisicamente in un posto tranquillo il nostro stato d’animo ne giova.
Una scena di paura in un thriller è spesso preceduta da silenzio, per risollevare l’attenzione dello spettatore. Il silenzio, inteso come vero silenzio, non poco rumore, è raro anche in natura. Questo ci fa scattare in allerta ed è sfruttato ormai in qualunque produzione che si rispetti.
Così come un temporale è sintomo di agitazione e nei film guarda caso è ricorrente durante scene di tensione.

In conclusione, come afferma Tasos Frantzolas (il fondatore di Soundsnap) in un Ted Talk, tutto quello che sentiamo in un film è una bugia.
Ma è una bugia a fin di bene, per rendere più credibile e appassionante l’esperienza di noi spettatori.


Puoi leggere altri articoli di Alessandro sulla sua pagina facebook e su It’s Only Music

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